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Tortelli di zucca e sbrisolona: Mantova in due assaggi
C'è un modo veloce di capire Mantova, ed è a tavola: un primo che mescola dolce e salato da cinquecento anni, e una torta che non si taglia — si spezza. Ecco cosa ordinare, e dove.
Ogni città italiana ha un piatto che la spiega. Mantova ne ha due, e stanno agli estremi del pasto: i tortelli di zucca ad aprirlo, la sbrisolona a chiuderlo. In mezzo, cinquecento anni di una cucina che non ha mai avuto paura di mescolare il dolce col salato.
I tortelli di zucca
Sfoglia sottile, ripieno di zucca, amaretti e mostarda mantovana: il tortello di zucca è un equilibrio che non dovrebbe funzionare e invece incanta — dolcezza della zucca, amaro degli amaretti, il pizzico piccante della mostarda. È una ricetta che profuma di corte rinascimentale e che qui è rimasta di casa: la tradizione la vuole in tavola la vigilia di Natale, ma nei ristoranti del territorio si trova tutto l'anno, condita come si deve: burro fuso e salvia, e una pioggia di grana.
La sbrisolona
Il dolce, invece, è una lezione di carattere: la sbrisolona è una torta di mandorle, farina di mais e burro che per definizione non si lascia tagliare. Si spezza con le mani, al centro della tavola, e ognuno prende il suo pezzo — il nome viene dalle «brise», le briciole, che sono metà del piacere. Ruvida, sbriciolosa, perfetta con un bicchiere di passito o inzuppata senza vergogna.
Dove assaggiarli
A Mantova non serve cercare molto: i due nomi stanno su quasi ogni menu del centro, e le sagre di paese li celebrano fra fine estate e autunno, quando le zucche arrivano dai campi. Il consiglio vero è un altro: chiedete a noi. Sappiamo dove li fanno come si deve, a Mantova e nei dintorni, e indirizzarvi bene è la parte del mestiere che ci diverte di più.
E la mattina dopo, alla porta, il cestino della colazione con le torte fatte in casa continua il discorso da dove l'avevate lasciato.
In breve
- Il primo
- tortelli di zucca: zucca, amaretti e mostarda, con burro e salvia
- Il dolce
- sbrisolona: mandorle e farina di mais, si spezza con le mani
- Quando
- tutto l'anno; le sagre fra fine estate e autunno
- Dove
- nei ristoranti di Mantova e del territorio — chiedeteci consiglio
Si può visitare Mantova senza salire su una torre, volendo. Senza questi due assaggi, no: è lì che la città si racconta per intero. Il resto della giornata, poi, si costruisce da sé.
Dormite dove la cucina è di casa,
e lasciatevi indirizzare a colpo sicuro.